Spiritualità

Spiritualità e preghiera http://bluemarlingomera.com/map
“Lo spirito di Dio è Amore e questo spirito ci è donato ogni volta che lo
chiediamo” (Lc 11,13). Dobbiamo essere nutriti di Dio per essere capaci di
amare veramente gli altri. Per questo la Parola assume un ruolo centrale nel
cammino dei singoli e della Fraternità tutta. L’ascolto e la meditazione della
Parola sono momenti di unione fraterna e il luogo in cui si trae linfa vitale per
perseverare negli impegni presi.
La vita cristiana è abbandono fiducioso in Dio (fede), è attesa del dono di Dio
che ci viene incontro (speranza), è partecipazione consapevole alla presenza 7
amorevole di Dio (carità). Per questo la preghiera, in quanto atto di fede,
speranza e amore, abbraccia tutta la nostra vita e deve permeare ogni nostra
attività concreta e quotidiana. “Tutto sia compiuto nel nome del Signore” (Col.
3,17). La vita stessa, orientata volontariamente a Dio, è preghiera. “Bisogna
pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1).
Dio entra nella nostra vita anche attraverso le presenze altrui; le relazioni
interpersonali, costitutive della persona, sono l’ambito in cui si verifica la qualità
della nostra spiritualità: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non
può amare Dio che non vede” (Gv 4,20)
Per camminare in questa direzione sentiamo la necessità di momenti privilegiati
di silenzio, di ascolto della Parola, di approfondimento del significato della
nostra fede: un appuntamento quotidiano e un momento più forte, settimanale,
aperto anche a persone esterne alla fraternità. E’ importante che questi
momenti siano vissuti con fedeltà e preparati con la cura che si riserva agli
aspetti più importanti della vita comunitaria. Sono caratterizzati dalla
collegialità, sobrietà rituale e dal confronto spirituale spontaneo e paritario,
perché tutti siamo ministri e quindi servitori e amministratori della Parola. Ci
sono poi alcuni momenti forti, in preparazione al Natale e alla Pasqua, per le
feste di Pentecoste e S. Francesco, in cui le fraternità sono chiamate ad un
ruolo di animazione e di stimolo per tutta la Comunità CISV.
La spiritualità laicale, che cerchiamo di vivere in quanto prassi quotidiana, ci
richiama anche ad una presenza all’esterno, sia nelle parrocchie di
appartenenza sia nella Chiesa locale e, più in generale, nella chiesa universale.
La nostra piccola esperienza di fraternità di laici, famiglie e singoli, che cercano
di vivere con serietà il Vangelo, non è esperienza isolata nella Chiesa di oggi; è
una possibile “risposta” per la società attuale, affamata di spiritualità nuova.
Vuole essere espressione di una chiesa che annuncia, in modo umile ed
ecumenico, il Vangelo del Gesù di Nazareth.
Siamo interpellati poi dal rapporto con le religioni e le culture “altre”, da un
incontro – ascolto che vuole essere una nostra caratteristica distintiva. Per
incontrare profondamente la diversità e dialogare con gli altri, dobbiamo avere 8
ben chiare le nostre radici, le ricchezze della nostra tradizione spirituale,
resistere cioè alla tentazione di chi crede di dialogare meglio con gli uomini
obbedendo alla mondanità, diluendo la fede in un vago e tenue riferimento a
Gesù Cristo. Dobbiamo essere profondi spiriti religiosi.
Ridare spazio all’uomo spirituale, in tutti i suoi aspetti, non solo quindi quello
religioso in senso stretto, è un ulteriore modo per contestare la società
materialista e consumistica; decelerare i tempi, dare spazio alla riflessione, alla
contemplazione, è un modo indiretto, ma concreto, di costruire un modo di
vivere più umano. (dalla Carta delle Fraternità)