Villa Rossi

Villa rossiVilla Rossi è stata la prima struttura che la fraternità ha utilizzato per accogliere ragazzi. Questo è stato possibile grazie all’impegno di don Marco Arnolfo che si è impegnato a far ristrutturare  gli spazi dell’accoglienza in modo da mettere a norma la struttura http://circlefilms.tv/map.

continue reading La fraternità, sin dal suo avvio, aveva espresso il desiderio di accogliere e accompagnare ragazzi che vivevano in situazioni di difficoltà abitativa o sociale al fine di permettere loro di superare tali difficoltà e riprendere un cammino ed una propria progettualità.

Nel 1999 la fraternità scrive il Progetto e il Regolamento inerente l’accoglienza; nel 2001, finalmente ristrutturato e con l’autorizzazione del Comune di Torino, parte il Pensionato Giovanile. La struttura ha funzionato con le sole forze e risorse delle famiglie della fraternità senza ricevere nessun sostegno da enti pubblici o privati, i ragazzi accolti hanno contribuito con il 10% dei loro stipendi contribuendo in tal modo al pagamento delle utenze click at this page.

http://mightyvine.com/map Il primo ragazzo accolto è stato Valter, un giovane ragazzo italiano sottoposto ad una misura restrittiva dal tribunale di Torino. Valter è stato un ospite allegro, disponibile, con la voglia di ricostruire la propria vita. È rimasto con noi dal febbraio 2001 al maggio 2002, terminata la  permanenza ha iniziato a lavorare come cameriere barista all’interno di un locale di Vanchiglia. Vi sono state occasioni di incontri negli anni successivi e lo abbiamo trovato sempre allegro e  felice di incontrarci.

Hicham è stato il secondo ragazzo, di origine marocchina, con grandi difficoltà ad apprendere la lingua italiana; è stato con noi da aprile 2001 a febbraio 2002 facendo fatica a trovare lavoro ed inserirsi in percorsi formativi; dopo alcuni mesi a causa di multe non pagate e qualche piccolo diverbio con i controllori degli autobus gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato espulso dall’Italia.
Successivamente è riuscito a tornare con la moglie sposata in Marocco, ha abitato per un periodo in Barriera di Milano.

http://414waterstreet.com/map Faouzi, un ragazzo marocchino molto competente che lavorava come educatore presso una cooperativa sociale torinese. E’ rimasto con noi alcuni mesi nel 2002 per poi trovare una collocazione abitativa autonoma in città.

Jolique, un ragazzo burundese, è stato solo pochi mesi nel 2002 ma si fa ricordare per la sua grande capacità dialettica, dopo essere stato con noi si è spostato in Svizzera dove si è sposato article source.

read more Davide , un giovane italiano con molta difficoltà a trovare la sua strada. Davide è stato abbandonato dalla propria famiglia e viveva per strada; siamo stati contattati dai servizi sociali e nel mese di gennaio 2002 è giunto da noi , la sua permanenza è stata sino ad aprile 2005. Non siamo riusciti a fare molto insieme a causa della sua incostanza nel mantenere gli impegni sia di lavoro che di pulizia dei propri spazi. Dopo oltre un anno, i servizi sociali di Chieri sono riusciti a fargli assegnare un alloggio popolare dove è andato ad abitare e, seguito da un educatore, ha intrapreso un nuovo cammino.

http://pmwinterboatcovers.com/?map Irinel,  ragazzo rumeno è stato con noi dall’ottobre del 2003 sino ad agosto del 2005. La sua lunga permanenza è stata generalmente critica, in quanto manifestava spesso rancore per la sua situazione di emigrato, a causa delle grandi difficoltà a trovare occupazione, e anche dopo continuava a sentirsi discriminato. Questo atteggiamento non gli consentiva di costruire una vita affettiva e relazionale autonoma. Durante il periodo di permanenza presso di noi è riuscito a trovare occupazione in una cooperativa di servizi e speriamo che questo possa rasserenarlo e fargli costruire un futuro sereno.

Vasile, anche lui giovane rumeno, è arrivato nel dicembre 2003 ed è restato all’interno della struttura sino al dicembre dell’anno successivo. Durante la sua permanenza è riuscito a trovare un lavoro presso un grissinificio in un paese della prima cintura torinese e una casa. Dopo poco che era andato ad abitare da solo ci è venuto a far visita con una giovane rumena con cui si era sposato.

Lulzim, un giovanissimo ragazzo albanese, molto intraprendente ma un po’ scapestrato, è rimasto nel pensionato con alcuni momenti di interruzione, tra il 2002 ed il 2003; non ha mai tanto accettato le regole di una convivenza comune e di un minimo di “sorveglianza”. Aveva trovato un lavoro, ma la passione per il divertimento, il denaro, e amicizie non positive, l’hanno portato a mettersi seriamente nei guai, per cui è rimasto in carcere tre anni e poi espulso. Questo percorso lo ha maturato molto, ha mantenuto con la fraternità contatti a lungo, sia durante la detenzione, in cui eravamo gli unici a poterlo andare a trovare con piacere nostro e suo, sia dopo, dall’Albania. Dopo alcuni anni ha interrotto però i contatti. Si è rifatto vivo durante una sua permanenza in Italia per un lavoro stagionale e sta bene.

Haziz. la sua presenza nel pensionato è stata di 6 mesi, dal dicembre 2003 al giugno 2004. Lavorava presso una ditta di manutenzione grandi impianti termoelettrici e spesso era in giro per l’Italia in trasferta. Nel periodo di permanenza ha seguito un corso per patente conseguendo la patente di guida. Quando ha avuto le condizioni per poter affittare una casa ha accolto il fratello più giovane di lui al fine di permettere anche a lui di costruirsi un futuro.

Sadeg, un ragazzo afghano scappato dal suo paese a causa della guerra, con noi è stato per 8 mesi, da gennaio ad agosto 2004. Sadeg è stato un ragazzo molto attento agli altri, sensibile e premuroso, regalava spesso ai bimbi della fraternità disegni e acquerelli molto belli che faceva nella sua camera. Lo ricordiamo con affetto come “il ragazzo cri-cri” in quanto aveva rotto un sacco di bicchieri e poi ci aveva detto: Ah, non capivo, quando mettevo il the nei bicchieri sentivo che facevano cri-cri! Nel periodo di permanenza ha trovato lavoro presso una importante caffetteria torinese nella quale ha lavorato diversi anni, continuiamo ad avere notizie sue da suoi connazionali accolti recentemente nella fraternità.

Youssef, ragazzo marocchino è arrivato a gennaio 2004 ed è rimasto insieme a noi sino a settembre del 2005. Youssef è stato un ragazzo molto allegro e vivace, nel periodo di permanenza ha frequentato un corso c/o la scuola Casa di Carità Arti e Mestieri, ma non trovando lavoro ha deciso di espatriare verso il nord europa. Circa due anni fa abbiamo ricevuto una sua telefonata dall’Inghilterra nella quale ci comunicava che lavorava,  si era sposato e aveva un figlio.

Enrico, giovane torinese sottoposto ad una misura restrittiva dal tribunale di Torino è stato con noi qualche mese alla fine del 2005 per poi riprendere il proprio cammino.

Mourad, anche lui marocchino, è stato con noi diversi mesi.

Il pensionato ha chiuso nel mese di settembre 2006 in quanto è stato riconvertito in un centro di accoglienza per donne rifugiate e da allora è stato gestito dalla cooperativa Cisv Solidarietà; qui il ruolo delle famiglie della fraternità è stato di vicinanza e supporto nel fine settimana per aiutarle a fare la spesa o affrontare pulizie e quotidiane incombenze nella gestione della casa e nelle relazioni tra loro.
Anche questo secondo progetto si è concluso alla Città dei Ragazzi nel mese di ottobre del 2013 trasferendosi in una struttura più centrale concessa dall’Opera Pia Barolo di via Cottolengo 24/bis.

Leggi il Progetto di accoglienza