Villa Durio

Villa durioUna volta terminata l’accoglienza di ragazzi all’interno del pensionato giovanile di Villa Rossi, la fraternità ha avviato, seppur con numeri inferiori (massimo di due accoglienze contemporanee), il proprio servizio di accoglienza a Villa Durio.
Lo stabile del durio è il luogo in cui vivono le famiglie della fraternità e siccome si è ritenuto importante continuare il servizio di accoglienza si è deciso di sottrarre una stanza al piano terra e destinarla a quanti hanno la necessità, sfuggendo da situazioni di conflitto nel Sud del mondo,  di essere accolti e accompagnati.
I primi ragazzi ad essere accolti sono stati un afgano e un somalo, due paesi coinvolti da conflitti decennali, dopo di loro altri li hanno seguiti.

Akash M., ragazzo somalo nato nel 1990 giunto a Torino per sfuggire al conflitto che insanguina la Somalia da anni ma anche per la passione del calcio, la sua squadra del cuore è la Juventus. Akash, inserito all’interno del progetto “Rifugio Diffuso e seguito dall’Associazione “La Tenda”,  è stato con noi dal dicembre 2008 al dicembre 2009.
Leggi il suo racconto…

Mohammad H., ragazzo afgano scappato a causa del conflitto è arrivato a Torino dalla grecia nascosto sotto un camion. Dal porto di Venezia è giunto sino a torino dove è stato ospitato a “Casa del Mondo” e quando li non è stato più possibile proseguire la permanenza è arrivato da noi. Siamo riusciti a trovare un lavoro come aiuto cuoco in un bar tavola calda e ancora oggi continua a lavorare nello stesso luogo. siamo rimasti in contatto e nel 2012 ha deciso ed è in attesa del ricongiungimento familiare. Mohammad inserito anche lui all’interno del progetto “Rifugio Diffuso e seguito dall’Associazione “La Tenda”,  è stato con noi dal dicembre 2008 al dicembre 2009.

Abduquadir A., ragazzo somalo anch’esso sfuggito alla guerra. La presenza di Abduquadir è stata molto cordiale e attenta alle persone. Si è fermato presso di noi dal febbraio 2010 al febbraio 2011 ed è stato seguito dalla cooperativa Or.So, durante la permanenza aveva iniziato il corso per patente m, seppur supportato da noi, faceva molta fatica nella comprensione dei termini.
Dopo questa permanenza è andato ad abitare nella comunità gestita dall’associazione ACMOS di via Leoncavallo. Durante le visite che ci ha fatto successivamente ci ha raccontato di essere riuscito a prendere la patente di guida e trovare un lavoro come ausiliare scolastico a Pinerolo.

Barry  M., ragazzo della Guinea Bissau scappato dopo che era stata distrutta la sua famiglia a causa della guerra. Questo evento lo ha destabilizzato psicologicamente e nell’anno di permanenza presso di noi lo abbiamo aiutato chiedendo il supporto al Centro Fanon. Dopo diversi tentativi di inserirlo in ambito lavorativo non siamo riusciti a raggiungere questo importante obbiettivo. Barry è stao con noi dal Giugno 2010 al maggio 2011.

Karimi A. detto Alì, giovane afgano già inserito anche da un punto di vista lavorativo svolgendo traduzioni per giudici e prefettura, si è trovato a causa dei ritardi nel ricevere lo stipendio senza un’abitazione. è stato accolto da noi dal dicembre 2011 al gennaio 2012, dopo questo periodo ha deciso di espatriare in Svezia dove era giunta la moglie sperando di trovare una migliore sistemazione per tutta la famiglia.

 Mokhtar N., anche lui afgano è giunto da noi all’interno del Progetto Rifugio Diffuso del Comune di Torino. Quando è arrivato era lavorava come cameriere in un bar di S. Salvario attraverso una borsa lavoro, ma alla fine dello stage non è stato assunto. Grazie ad una fortuita conoscenza è stato possibile riproporre una secondo stage in una amburgheria torinese che ha reputato positivamente l’impegno di Moktar e al termine della borsa l’avoro è scattata l’assunzione. questo ha permeso di affittare una piccola abitazione e felice è andato per la sua strada. Mokhtar si è fermato con noi dal febbraio 2012 a gennaio 2013.

Qaium S., rifugiato afgano con una gran voglia di conseguire un titolo scolastico, è arrivato presso di noi ad aprile 2012 e si è fermato sino a febbraio 2013. Al termine della sua permanenza si è trasferito all’Orto dei Ragazzi, gestito dalla cooperativa UnodiDue dalla quale è stato assunto. Ha conseguito la patente di guida e continua, caparbio, il terzo anno di scuola superiore presso un istituto tecnico torinese.

Musa Osman M., rifugiato politico somalo, che insieme a sua moglie Mohamed Mahamud S., è stato con noi dall’inizio di maggio 2013 a fine marzo 2014. La giovane coppia è stata seguita dalla cooperativa Cisv-Solidarietà per tutto il tempo della loro permanenza presso di noi sia per quanto riguarda la ricerca del lavoro che per la frequenza di corsi di formazione.

Mohamed Mahamud S. rifugiata politico somala, che insieme a sua marito Musa Osman M., è stata con noi dall’inizio di maggio 2013 a fine marzo 2014.

Abdalla è stato l’ultima persona accolta dalla nostra fraternità, anche lui somalo, che a causa del conflitto ha perso tuta la famiglia. Persona molto sensibile e attenta alle relazioni, con sguardo sempre solare nonostante le molte difficoltà che viveva quotidianamente a causa della mancanza di lavoro. Abdalla è stato con noi dall’estate del 2014 sino a metà settembre 2015.