Ritiro delle fraternità 2004

RITIRO DELLE FRATERNITÀ CISV – 5-6 GIUGNO 2004

Il ritiro delle fraternità realizzato nel 2004 si è tenuto presso il monastero cistercense di Pra d’mil (CN) e nel corso dei due giorni di riflessione si sono susseguiti alcuni incontri con il priore pra-d’milldel monastero padre CESARE FALLETTI che ci ha stimolati e orientati nella discussione con questi spunti (vai al documento).
Quanto segue  sono, invece, appunti delle discussioni fra i membri delle fraternità.

Sul rapporto tra le fraternità (sabato pomeriggio)
Nella vita di comunità un rischio sempre presente è quello di tendere ad “accomodarsi”, il rapporto tra comunità simili, ma diverse può aiutare molto a stimolarsi a vicenda, a lasciarsi “giudicare” da uno sguardo esterno, ma allo stesso tempo fraterno. Una sorta di revisione di vita non individuale , ma di fraternità. Ci sono questioni e conflitti che è impossibile risolvere all’interno della singola fraternità perché i membri sono troppo coinvolti, conflitti e tensioni spesso vengono nascoste o negate, ma è più facile parlare ad altri di un conflitto, che affrontarlo al proprio interno. Il rischio di una fraternità è quello di rinunciare ad affrontare i problemi, e finire che ognuno fa il suo cammino, ma non è vera comunicazione. Fraternità “sorelle” che tendono verso lo steso ideale possono aiutarsi molto vicendevolmente e anche essere esigenti le une con le altre.

Sul rapporto tra la legge e la libertà (sabato pomeriggio)
Bisogna cercare un rapporto tra la legge e la libertà di ciascuno. Non raggiungeremo mai totalmente il nostro ideale. Se io non mi sento a posto finché non ho realizzato tutta la legge, finisce che devo abbassare la legge a quello che io riesco concretamente a fare oggi. E questo è un errore fondamentale. Non bisogna mai abbassare l’ideale, ma ogni anno ripartire, umilmente, chiedendosi cosa si è fatto e quali piccoli passi avanti si possono fare nell’anno successivo.

Sulla riconciliazione in fraternità (domenica mattina)
Riconciliarsi è qualcosa di più di chiedersi scusa. E’ una dinamica che guarda avanti, non un modo di tappare i buchi del passato. Ogni comunità deve avere dei luoghi e dei tempi per la riconciliazione, se no non può esistere come comunità, perché il conflitto è parte della vita fraterna. Ma questo non basta. Bisogna che il momento della riconciliazione sia uno slancio verso il futuro, un modo per creare un movimento della comunità in cui si sta sempre meglio insieme.
Riconoscere che è Gesù che ci pone in una situazione di armonia e noi siamo epifania, manifestazione dell’amore della Trinità. Che la fraternità si senta quasi uno specchio in cui la Trinità si guarda.
E’ importante creare momenti e rituali che permettano di riconoscersi in comunità. Ci deve essere una “complicità” in fraternità. Se si disprezzano i simboli e i rituali poco a poco non ci si riconosce più e la fraternità resta un ideale astratto.
Dunque i segni di unità permettono e aiutano una riconciliazione che guarda avanti.

Sul conflitto (domenica mattina)
La diversità genera conflitto. E’ inevitabile. Il conflitto può portare alla fuga o, se affrontato bene, può portare nel tempo al consenso, che fa crescere tutti. Non bisogna colpevolizzarsi di sentirsi in conflitto, perché il conflitto è una cosa buona.
Per affrontare le tensioni in fraternità ci sono due livelli:
– la singola fraternità stempera e sdrammatizza la tensione passeggera
– tensioni più serie che tendono a radicarsi devono essere affrontate in momenti specifici con l’aiuto di persone esterne alla fraternità
Quando i conflitti diventano rottura è perché manca la comunicazione. Al contrario di quel che si pensa di solito la comunicazione è la cosa più difficile per l’uomo perché significa “mettere in comune” se stessi, mettersi a nudo. Uno rischia una comunicazione vera solo quando sa di essere amato e accettato, sa che gli altri gli vogliono bene. Il fatto di volersi bene è un altro aspetto che va sempre evidenziato e rinvigorito nella vita fraterna. Il conflitto positivo si sviluppa solo in una fraternità dove c’è stima e affetto reciproci.
Quando le prime comunità cristiane convertivano i pagani era perché questi “vedevano quanto si volevano bene”, questo è e rimane l’aspetto più evangelizzante.

Sul rapporto tra innovazione e fedeltà al progetto originario (domenica mattina)
Mantenere un equilibrio tra questi due aspetti è fondamentale. Ognuno in fraternità porta qualcosa di nuovo. Ma chi entra nuovo in una fraternità deve anche avere molto chiaro il progetto originario. Sta a chi è impegnato da più tempo saper discernere il carisma vero dei nuovi arrivati. A volte ci sono persone che entrano in fraternità piene di talenti e intelligenza, ma per cercare di realizzare qualcosa che è diverso dalla fraternità esistente, bisogna rendersene conto e permettere loro magari di fondare una nuova realtà, ma non cambiare l’esistente se non è quello che la fraternità vuole veramente.

 

INCONTRO DI CONFRONTO TRA LA FRATERNITÀ (domenica pomeriggio)
La domenica pomeriggio i membri delle fraternità si sono confrontati al loro interno assumendo le decisioni sotto riportate  (sintesi del confronto e decisioni prese)

Diversi interventi hanno portato a riflettere se il cammino comune delle quattro fraternità va inteso come un percorso di momenti di confronto tra il vissuto di ciascuna oppure la costruzione di una identità comune che porta a scelte simili in tutte e quattro (ad esempio nel cammino spirituale, nella condivisione economica, ecc…).
Alcuni hanno riconosciuto la positività del cammino fatto quest’anno nella condivisione tra le fraternità, altri hanno sottolineato la necessità di maggiore conoscenza reciproca, anche personale, perché l’isolamento rende fragili le singole fraternità. In questo senso si sono proposte visite incrociate e informali tra i membri delle fraternità. E’ stata proposta anche la possibilità di fraternità “che si adottano a vicenda” nei casi che hanno manifestato maggiore difficoltà di cammino.
Viceversa si è anche proposta la ricerca di una persona esterna alle fraternità stesse che faccia da accompagnatore e animatore spirituale di tutte e quattro.
In generale, comunque, ci si è espressi per la seconda ipotesi del percorso interfraternità, cioè quella di una tensione verso un’identità comune e scelte simili tra le fraternità Cisv, in un cammino che possa essere impostato per tappe.
Si è riflettuto anche su come essere più evidenti all’interno della Comunità Cisv, rinvigorendo il nostro ruolo in alcuni momenti comunitari, come le vacanze e il giovedì santo in cui le fraternità hanno poco a poco lasciato un ruolo trainante. Allo stesso tempo si è manifestata anche l’esigenza di un rinnovamento di alcuni momenti comunitari, forse troppo simili da molti anni e la difficoltà concreta di far combaciare gli impegni familiari di fraternità e di Comunità.
Si è proposto in occasione della festa di san Francesco che le fraternità portino e comunichino alla Comunità tutta il percorso fatto quest’anno negli incontri interfraternità.

Decisioni assunte:

La costituzione di due gruppi di lavoro:  Commissione cammino spirituale e  Commissione impegno comunitario economico

Commissione cammino spirituale
Ha come mandato:
– studiare il cammino, la struttura e i contenuti degli incontri di preghiera mensili aperti a tutta la Comunità Cisv, in modo che coincidano con il cammino di preghiera comune interfraternità e dunque che siano espressione ( e concretamente animati) dalle fraternità stesse;
– ideare e proporre “segni” e “rituali” comuni per il cammino spirituale delle singole fraternità in modo che ci si possa sentire appartenenti a una stessa realtà pur praticando in luoghi diversi.

Della commissione ne fanno parte: Federico (Albiano), Nicoletta (Sassi), Vittoria (Reaglie), Daniele (Gassino). (Da chiamare Don Toni)
Devono produrre una proposta per settembre!!!!

Commissione impegno comunitario economico
Ha come mandato:
– stilare una proposta di condivisione economica comune alle fraternità, verificando il comune denominatore attuale ed eventualmente proponendo ulteriori passi possibili per il prossimo anno;
– proporre idee di modalità per farsi carico comunitariamente delle persone che si impegnano a tempo pieno all’interno delle fraternità.

Ne fanno parte: Victor (Albiano), Pasquale (Sassi), Michele (Reaglie), Luca (Gassino)
Non hanno una scadenza precisa, ma è auspicabile avere pronta la proposta per fine anno!!!!

Si realizzeranno due incontri interfraternità nell’anno per confrontarsi e discutere sulle proposte dei due gruppi di lavoro (cammino spirituale e cammino economico).
Restano aperti altri due temi a cui eventualmente dedicare incontri interfraternità: la riconciliazione con Dio e tra fratelli (a seguito degli stimoli di padre Cesare), la conoscenza e lo scambio sui progetti delle singole fraternità (a seguito degli stimoli della serata comune).
Il coordinamento fraternità realizzerà degli incontri con le singole fraternità su quest’ultimo aspetto e porterà in consiglio Cisv le rispettive istanze.